CRITIQUE D’ART. CRITICAS DE ARTE. ART CRITIC

 

 

 

 

 

 

 

 

SOFFREMENTO. SPLASHING OVER YOU

Acrylic on canvas. 62×50 cm

Joseph Segui. 2012

 

mercoledì 27 giugno 2012

ERITREA INSANGUINATA / UN RESOCONTO DI SOPRUSI E DI VIOLENZE

Quando apprendiamo,a proposito degli sbarchi sulle nostre coste, di immigrati e sentiamo pronunciare il nome “Eritrea” è di notizie come queste che dobbiamo immediatamente ricordarci.
Giorni fa il tema del rispetto dei diritti umani nel Paese africano è stato ufficialmente discusso, in sede Onu, dall’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.
Nel corso dell’esposizione in aula (episodi e cifre) è emerso tout court che gli abusi in Eritrea sono senza dubbio fonte di grave preoccupazione.
Rifacendosi, infatti, a fonti attendibili, il commissario, Navi Pillay, ha parlato di abusi che in Eritrea riguardano la detenzione arbitraria, le torture, il lavoro forzato, la leva obbligatoria per maschi e femmine, notevoli e pesanti restrizioni, ancora, in merito al diritto di espressione, di raduno assembleare e di religione.
Secondo i dati a disposizione ci sarebbero inoltre- ha sottolineato con forza il commissario – almeno dai cinque ai diecimila prigionieri politici rinchiusi dal regime in carceri segrete.
E, come se non bastasse, si ricorre ad esecuzioni sommarie dopo processi-burletta.

A cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

 
(ndr.)Il dipinto a lato è del pittore spagnolo Joseph Segui Rico
 
Marianna Micheluzzi a écrit : « Il dipinto dell’artista spagnolo Joseph Segui illustra, nell’occasione, il drammatico odierno contesto che si trova a vivere il popolo eritreo sotto un regime che lo priva di ogni forma di libertà possibile ed immaginabile./L’arte, talora, è molto più efficace di mille e più ricercatissime parole”.(M.M.) »
 
 
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I COLORI DELL’INCONSCIO SPECCHIO DEL MONDO

MARIANNA MICHELUZZI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La pittura di Josep Segui Rico, artista alcoiano contemporaneo, nativo della città di Valencia,
che in questi ultimi tempi espone anche in Francia, spazia essenzialmente dalla monocromìa alla diacronìa, non disdegnando talvolta l’inserimento, nella campitura del quadro, di una qualche figura, che però si percepisce appena, ad occhio attento, attraverso le morbide trasparenze dell’insieme dell’opera, trasparenze dovute essenzialmente ad un sapiente utilizzo che l’artista fa della luce.
Ovvero le tele,che hanno per protagonista assoluto quasi sempre solo il colore o i colori (più di uno) nelle diverse tonalità e sfumature,sono giocate su entrambi i versanti.
A volte è il colore unico, prepotente,che digrada e si propone con voluttà. Oppure, altre volte, i colori sono due. E si confrontano,si sfidano contrapponendosi addirittura. E poi ancora ecco apparire dei “graffi” di colore, improvvisi,inaspettati, quasi ferite volutamente inferte alla tela.
A differenza di Mark Rothko, insigne maestro di scuola americana ,da cui Segui ha comunque mutuato insegnamenti sia per formazione artistica che per la sua permanenza negli Stati Uniti , il “nostro” non delimita mai l’opera. Non realizza rettangoli o quadrati ben definiti.Nessun geometrismo.
Dà, invece, ampio spazio ai colori. Li accompagna lasciandoli dolcemente scivolare senza impedimento.
Gli stessi talora si presentano, a tratti, sotto forma di grumi. La ruvidezza del vivere appunto. Il dramma dell’essere nel mondo. Ieri e oggi. Sangue e carne viva. Nascita e morte. Tempi di guerra e tempi di pace. Ricchezza e povertà .Esemplificazioni concettuali da dipanare
Non quindi assenza completa dell’oggetto come nella pittura di Malevic, il pittore russo, che all’inizio del secolo scorso aveva decretato, con un suo “manifesto”, la “fine della pittura” e la nascita del“suprematismo” ma qualcosa di nuovo e di diverso, che merita tutta l’attenzione del fruitore. L’ennesima sfida che ci viene dal mondo dell’ARTE. Un laboratorio, quello di Segui, in continua e costante sperimentazione, di cui egli non è mai pago.
Colori prediletti il rosso e il nero. Amore e morte. La roulette della vita. Ma anche il viola(malinconia), il blu (voglia di andare), il verde (desiderio di pace-contemplazione -amore della natura) e poi il bianco, limitatamente,che possiamo leggere come atarassia dinanzi all’incubo dell’eterno presente. Una messa tra parentesi del soggetto agente di husserliana memoria.
La misura dell’utilizzo dei diversi colori nel progetto dell’artista è, in sostanza, la “storia” stessa che egli ci racconta e che noi siamo invitati a saper leggere..
La lettura dei colori nell’insieme della struttura del quadro, ogni volta, è una vicenda diversa, alternativa, magari, alla precedente.
Vicenda personale dell’artista ? Forse. O forse no. Ma anche e soprattutto “storia” di chi è spettatore partecipante.
Perché questa è l’universalità della “vera” arte. Riuscire a parlare agli uomini degli uomini tutti, cioè dell’umano in sé, al di là del tempo storico e della contingenza.
E la pittura di Josep Segui lo fa molto egregiamente.

Marianna Micheluzzi

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
WASTE OF DESIRE
Acrylic on canvas. 50×62 cm. 2012
 

Particularly love the title to this masterpiece hon :) I can see it all gathered and allowed to bleed xoxo. Poppy Silver. Apollo Blessed

 That painting packs a punch.  comming from the time of abstract art I have always loved it. Susan Lee. Apollo Blessed

 The mood reflects the title. Chris Smith. Apollo Blessed

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BLACK OVER WHITE

Acrylic on canvas. 50×70 cm. 2011

 

 
 
“Ho detto il vero perché rendere luminoso “il bianco e il nero” occorre molto mestiere.Non è facile. E tu riesci meravigliosamente così come con il tuo “affascinante” gioco di colori, che rimandano alla tua Spagna“.
 
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